Lo Dzogchen, o 'La Grande Perfezione', è considerato la vetta di tutte le scuole tibetane, il cammino più elevato e più immediato verso il progresso spirituale.
Piuttosto che una dottrina religiosa o filosofia è meglio definito come un sistema di conoscenza interiore, data la grande importanza che pone sullo sviluppo della consapevolezza individuale.
Questo cammino spirituale, che è aperto a tutti, richiede di lavorare sulla consapevolezza di sé; la libertà personale è un aspetto essenziale dunque non vi è alcun obbligo di seguire regole o prendere voti monastici.
Chögyal Namkhai Norbu afferma: "Lo Dzogchen non chiede di cambiare religione, filosofia o ideologia, e neppure di diventare diversi da quello che si è, chiede soltanto di osservare se stessi e di scoprire la 'gabbia' che ci siamo costruiti con tutti i nostri limiti e condizionamenti. E insegna a uscire da questa gabbia senza crearne un'altra, in modo da diventare liberi e autonomi."
La pratica fondamentale consiste nel raggiungere una profonda conoscenza di se stessi e della propria esistenza essenziale attraverso le diverse esperienze della vita quotidiana. Per questa ragione, lo Dzogchen è particolarmente adatto alle necessità della vita moderna.
Tramandato in Tibet nel corso dei secoli, questo insegnamento ha sviluppato una letteratura di inestimabile valore. Molti maestri Dzogchen si sono distinti per il loro genio e la loro grandezza spirituale, lasciandoci un notevole patrimonio di saggezza, trasmesso in linea ininterrotta fino ai nostri giorni. Tra gli esponenti contemporanei di questa antica tradizione, Chögyal Namkhai Norbu è una figura di indiscusso prestigio e autorevolezza.
